Era l'autunno del '97. Era l'anno degli Articolo 31 e degli scioperi. Era l'anno del mio primo grande amore. Era l'anno della prima e unica occupazione della mia vita. Tra sedie bruciate e scrivanie divelte, gli occupanti ci davano dentro.
Ora, che è l'autunno di 10 anni dopo, so finalmente come sono andate le cose.
La mia casella di posta a lavoro è perennemente intasata di spam. Il che è piuttosto normale: chi di spada ferisce di spada ferisce, dicevano i saggi.
Già è piuttosto imbarazzante che il Grande Capo possa scoprirmi ad aprire "una mail di quelle" - e non mi soddisfa poi più di tanto inoltrarle ai colleghi spiegando loro che quel problemino non è un dramma e che ora esistono tanti rimedi - ma il vero problema è un altro: comincio a ridere come una matta.
Ecco una mail di stamattina:
Even if you have no erection problems, Viagra would help you to make better sex more often and to bring unimaginable plesure to her. Just disolve half a pill under your tongue and get ready for action in 30 minutes. The tests showed that the majority of men after taking this medication were able to have perfect erection during 24 hours!
Non biasimo mica chi ha il problemino e vuole risolverlo, ma mi ammazzo dallo risate a pensare a quello sfigatissimo spamming-copy (che fa molto più figo di "uno che scrive e-mail inutili e ti intasa la casella della posta) che davanti al suo pc super tecnologico, nella solitudione della sua stanzetta buia illuminata solo dal monitor, tenti un'improbabile strategia di ampliamento del mercato ad un target che mai si fidelizzerà.
Quando un uomo medio ammetterà che le sue prodezze sessuali non sono poi così gagliarde?
E poi, andiamo, chi vorrebbe avere una perfetta erezione per 24 ore di fila? E per farsene che?
Se si tolgono le ore di sonno (8) le ore dedicate al lavoro (10), il tempo dedicato ai pasti (2), se proprio sei un accidioso che non vive la vita, ti restano 4 ore scarse.
4 ore scarse di perfetta erezione, contro 20 ore piene di erezione inutile e scomoda.

Come dire Un Uomo di 30 Anni e ZERO Pippe Mentali
(a volte vorrei solo tornare a Berlino, con Roby, Renè, Domi e Agostino)
A urlare contro il mare le parole si riflettono speculari. Per un istante vengono lasciate in balia delle onde e trascinate via, prima lontano poi vicino, prima lontano poi vicino. Poi, a distanza dalla battigia, ti si rifrangono contro.
Quando quelle grida assalgono un uomo rivolto a guardare il mare, lui sordo ne legge la superficie e, chiuso in un silenzio solitario, ne coglie i riflessi per ricomporli per se'.
La gente non capirà mai cosa il sordo ha letto nel mare.

Sapendo che il mio capo va a letto con il suo capo, ma che il suo capo non va a letto con il mio capo (ma forse sì), bensì con la madre del capo, scoprite in che tipo di azienda lavoro:
a) in un'azienda a conduzione familiare
c) alla Forrester Creations
Ma è folle sapere che non ti sei capita mai. O che forse ti inganni per cancellare i guai. Poi ti svegli, ti illumini e per un tratto stai in piedi da sola. E se capita che cadi ti alzi, ma poi una mano arriva e ti solleva. Nemmeno la cerchi, ma lei arriva e ti solleva.
Non durerà - voglio solo stare tranquilla.
Non è da te - voglio smetterla di preoccuparmi.
Ti stancherai - voglio provare ad essere felice.
C'è un vitigno d'Ischia, "pér 'e palummo", piede di piccione, che da un rosso incupito, estratto più da un catrame di vino che dà una spremuta d'uva. In bocca fa serrare la lingua, non la scioglie. É vino che smorza la voce e dà profondità agli occhi. Al finestrino del treno ero ubriaco di quello.
Sono tornata. O forse no. Sono solo partita. Al mio arrivo, un altro soffitto sconosciuto sotto cui serrare le palpebre per sognare quello che ho lasciato. Non sono tornata. Solo a casa si può far ritorno.
Chi si è staccato da Napoli, si stacca poi da tutto: non ha neanche lo sputo per incollarsi a qualcosa , a qualcuno.
Ancora, ma con crescente fatica, mi metto in circolo. Torno a viaggiare nelle arterie ubriache della vita, la mia. O quella di qualcun altro.
E se non ho il diritto di definirmi apòlide, posso definirmi napòlide, uno che si è raschiato dal corpo l'origine, per consegnarsi al mondo. Mai più ho attecchito altrove.
(in TAV NA Cl.-MI Cl. + Erri De Luca)
Praga, Darling Cabaret

«stasera andiamo al cabaret, fanno pure il ballo della geisha!»
«..nel senso che tu ti siedi e fanno tutto loro?»
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